Sull’ipocrisia e i polli

Questo post nasce da una discussione col Gallo sulla galline. Tralasciando l’involontario gioco di parole, se non conoscessi quel tuttologo del Gallo probabilmente non avrei mai deciso di aprire un blog, colgo l’occasione per ringraziarlo per tutti gli spunti di riflessione che mi dà.

Polli in batteria

Oggi voglio dichiarare ipocrite la maggior parte delle persone, per farlo, parto dall’allevamento dei polli in batteria:

Luci sempre accese, 24 ore su 24. Cibo sempre uguale, nella medesima quantità, arricchito con antibiotici. Spazio vitale che non permette spostamenti di nessun tipo, o di aprire le ali. “Viene loro negata la possibilita’ di cercare cibo nel terreno, o di pulirsi nella terra, o di fare il nido. All’età di due anni tutte le galline, a prescindere dal tipo di allevamento, vengono catturate in modo violento, caricate su camion e trasportate ai macelli per essere uccise. Diventano così mangime per animali di affezione o carne di seconda scelta. Vengono subito rimpiazzate da produttrici di uova piu’ giovani e il ciclo si ripete. La loro vita, in natura, sarebbe durata circa 10 anni.” [1]

E poi gli animalisti mi vengono a rompere i coglioni con campagne pubblicitarie contro l’abbandono di cani negli autogrill perchè poi stanno male psicologicamente?? Eh no cazzo…

Allora… l’uomo è al di sopra di tutti gli animali, ok. Ma poi gli animali sono tutti uguali oppure dobbiamo fare dei livelli per stabilire gli animali che devono essere trattati bene e quelli che possono essere trattati male? Siccome il cane è simpatico e il pollo no possiamo far fare ai polli una vita d’inferno ma non possiamo abbandonare i cani?

Perchè è vietato mangiare i cani e i gatti e invece i polli si possono mangiare? Che differenza c’è?

Secondo me non è giusto, tutti gli animali devono avere gli stessi diritti indipendentemente dalla simpatia che ci suscitano o dal possibile sfruttamento econimico (uova, carne, ecc.).

Considerata valida questa premessa, tutte le persone possono essere divise in 3 categorie:

  1. I Vegani. Coloro che non si cibano di animali o derivati di animali (uova, latte). Se una persona ritene indegna la vita di una gallina allevata in batteria allora non vuole partecipare a questo sfruttamento e lo fa non acquistando e non utilizzando i prodotti causa di questo sfruttamento (uova, carne, ecc.). E’ un metodo per lottare contro questo sitema di sfruttamento che per me ha più che senso.
  2. Gli Ipocriti. Sono tutte le persone che dicono una qualunque cosa in favore degli animali (i cani non vanno abbandonati, le galline non devono vivere in quel modo, ecc.) ma continuano a cibarsi di animali o derivati, non facendo niente per risolvere il problema. A mio avviso questo comportamento non può non essere chiamato ipocrita.
  3. Gli Stronzi. Sono coloro che non vedono un problema nello sfruttamento degli animali. Sostengono che l’uomo è superiore e gli animali possono essere schiavizzati, maltrattati e mutilati, non per un piacere perverso, ma per un qualunque fine utile all’uomo.

A mio avviso il mondo è pieno di ipocriti, soprattutto riguardo a queste cose. La maggior parte delle persone che leggerà questo post riterrà giusto il divieto di mangiare cani ma si gusta fiorentine deliziose, avendo magari il coraggio di dire che questo è un pensiero coerente. Mi spiace, non la penso affatto così. La cosa più facile, per voi ipocriti, è dichiarare vana la premessa sulla quale si basa il mio ragionamento. Dire che non è vero che tutti gli animali sono uguali. Và bene, potete farlo, ma allora mi fate anche una classifica degli animali e mi dite per quale motivo un animale rientra in un livello di diritti più elevato di un’altro. Seriamente.

Per quelli che stanno pensando: “Suby, ma tu mangi la carne regolarmente! Sei il primo degli ipocriti!”

No, io non appartengo alla seconda categoria. Io sono uno stronzo. Me ne fotto della vita dei polli finche rendono più bella la mia con le loro carni e uova. L’evoluzione mi ha reso più forte e intelligente di un pollo e sfruttare questo fatto a mio vantaggio e a suo svantaggio la considero una cosa non solo legittima ma naturale. E lo stesso dovrebbe valere per tutti gli animali, secondo me dovrebbe essere legale, in italia, allevare e macellare cani e gatti.

Mi rivolgo agli ipocriti, quanti di voi si sono resi conto di esserlo e quanti invece non lo vogliono accettare? Commentate gente…

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21 Responses to Sull’ipocrisia e i polli

  1. R!L says:

    Immagino sia una critica a tutti coloro che fanno dell’ipocrisia un motto dietro al quale nascondersi per non affrontare i dolori della coerenza, in fondo si tratta di una simulazione di virtù allo scopo di ingannare ed è un gioco a cui tutti prendiamo parte volenti o nolenti, tutti all’interno del nostro personaggio ci incoroniamo di qualità di eccellenza morale con le quali additare comportamenti viziosi, forse, per sentirci migliori nei confronti di qualcono che è “facilmente” secondo l’etica di riferimento che usiamo, qualunque essa sia. François de La Rochefoucauld disse: l’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù. Sarà mica che gi stronzi sono solo ipocriti?

  2. Suby says:

    Porca puttana Lex, finalmente sono riuscito a farti scrivere sul blog. Tu si che dai dei contributi.. mica come quel omosessuale di Alby!

  3. vale says:

    devo dire che quello che hai scritto e’ abbastanza stupido, superficiale e qualunquista… sì, ci credo… è frutto della tua mano e del tuo cervello:
    io amo gli animali, quindi divento vegano;
    io odio gli animali e quindi li mangio…

    ancora

    posso fare a meno della carne quindi amo gli animali;
    io non posso fare a meno di pensare alla mia esistenza senza una bella costata, quindi? odio gli animali

    forse, forse… non sai che puoi comprare carne che non sia di allevamento…
    ma dai?
    certo, costa e la tasca è meglio tenerla piena per comprare una buonissima cassa di birra a 0.60 centesimi… quella casomai prodotta a poco perché si sfrutta qualche operaio… casomai a contratto a tempo determinato, che accetti altrimenti… fanculo! ce ne sono 56798 altri in coda dietro di te e non perchè hai un’ombra lunghissima e ci sono 45 gradi.

    oh… io amo gli uomini, quindi divento… cosa?

    e se non la pensassi cosi?
    io odio gli uomini, quindi una bella bistecca di un milanese di merda la mangio volentieri… lascio nel piatto, il cervello…
    non gradisco il cervello… perchè mi sembra un po’ insipido!

    invece bianco o nero… 0 o 1.. con i bit tu ci sai fare, vero? Allora andiamo tutti alla esselunga con le stra-mega-promozioni che mi lasciano la tasca piena e il tempo per bere… e non al mercato, dove forse puoi trovare qualcosa che è bestia e che puoi mangiare…
    no… meglio diventare vegani… no uova, no latte, no pomodori, quelli proprio perché sono acidi, no melanzane perché non è verdura… eh si… un bel clistere che mi purifica il corpo e anche l’anima… ma no.. adesso, noi vegani siamo già i buoni!!!

  4. Sere says:

    WAAAAAAAU ma questo è un evento!!!nel tuo blog non si parla di te direttamente!e delle tue pare!ah ah
    A parte gli scherzi..,(che tra l’altro nascondono sane verità!!) inizio con un’altra asciugatina…
    Il tuo post è nato dall’idea di voler dimostrare che la maggior parte delle persone è ipocrita…
    Lo ammetto,… mi descriverei come uno dei soggetti piu’ ipocriti, e mi inquadrerei quindi nella seconda categoria da te citata..

    Fin da piccola ho sempre amato gli animali. Infatti ero uno di quelle che vendeva i francobolli del WWF per raccogliere contributi per salvare le balene in via d’estinzione..o per l’orso bianco..ecc
    Nonostante il mio amore verso gli animali, quando tornavo a casa..se c’era pronto un bel brodo di gallina..(non di cappone!!!) me lo mangiavo, e non avevo nemmeno i sensi di colpa!
    La base di tutto questo discorso è:”per quale motivo l’uomo ha deciso di attribuire ruoli diversi ad ogni singolo animale,…con conseguente mancato riconoscimento di eguali diritti per ogni animale?”
    La risposta credo sia questa …
    Per natura ogni singolo animale ha delle caratteristiche, delle attitudini e qualita’ che lo distinguono dagli altri(com’è cosi anche per l’uomo tra l’altro!),…e guardando cio’ nell’ottica di un essere umano, è facile capire il motivo per cui una gallina viene mangiata,..ed è facile capire il perchè un cane viene considerato nella maggior parte dei paesi un semplice animale da compagnia, quindi non commestibili. Infatti credo che il primo passo verso una selezione e categorizzazione tra animali “da compagnia” e animali “commestibili” sia la stessa natura a farla…e cio’ vale per qualsiasi essere vivente..

    Dopo questa considerazione qualcuno potrebbe obiettare che in realta’ animali come “il cane” ,considerato nei paesi occidentali un animale da compagnia,..nei paesi asiatici viene tranquillamente allevato e mangiato,..con la logica conseguenza che la mia prima considerazione circa i motivi x cui gli animali vengono divisi in categorie sia illogica…
    Un altro elemento fondamentale su cui a mio parere avviene questa discriminazione nei confronti degli animali è: “la tradizione socio-culturale di ogni popolo”
    Guarda caso,…i paesi in cui i cani sono diventati da subito animali da compagnia,..sono paesi in cui la crescita economica è avvenuta piu’ rapidamente,..e dove quindi l’uomo si è potuto permettere di attuare una scelta discriminatoria tra i vari animali,..attribuendo ad alcuni un ruolo di animale “commestibile o no”,solo in base ad una maggiore predisposizione naturale dell’animale verso quella o l’altra categoria..

    Arrivando nel particolare..(GALLINE!),trovo che sia ingiusto trattare cosi gli animali…e trovo che la loro sia una vita da “lager”..paragonabile a quella di Primo Levi(NB: non a caso escono film del tipo “galline in fuga”…)
    Fortunatamente questa tortura sta per finire,…infatti una normativa europea nel 2012 dovrebbe vietare l’allevamento di galline in batteria,..ma sappiamo tutti che i tempi di recepimento di tale direttiva non saranno sicuramente veloci.
    Nell’attesa io continuerò ad essere “ipocrita”..quindi continuerò ad amare gli animali e a mangiare le galline (ma non quelle allevate in batteria)…

    Attualmente in attuazione di un’altra direttiva europea precisamente la 1999/74/CE e la 2002/4/CE, la legge attuativa 267/2003 prevede che i nuovi impianti per gli allevamenti in batteria siano realizzati con gabbie modificate, con standard superiori e condizioni di vivibilità maggiori (obbligatori nido e lettiera per ogni gabbia), rispetto alle “gabbie lager” costruite in precedenza.
    Attualmente per i trasgressori di questa normativa c’è solo una sanzione amministrativa, ma qualora il comportamento illecito nella non applicazione di tale legge fosse reiterato, in questi caso la pena prevista è anche la sospensione dell’attività da uno a tre mesi

    Spero che si arrivi ad avere una considerazione “piu’ umana” anche per la vita di questi animali..
    Dopo 10 minuti di asciugata..vado in uni
    Ciao a tutti
    sere

  5. Sere says:

    Ah dimenticavo.., per chi fosse interessato all’argomento consiglio un saggio di 110 pagine di Pocar (mia professore di sociologia del diritto che mi ha dato anke 28 grande!) dal titolo:”animali non umani” che è il primo saggio in campo internazionale che affronta con strumenti dell’analisi sociologica il problema dei diritti degli animali.
    In questo libro lo gnomo Pocar (è veramente uno gnomo dal vivo!barba lunga e nano!)non è quello di chiedersi se sia giusto riconoscere gli animali come soggetti portatori di diritti, quanto piuttosto quello di indagare da un punto di vista sociologico, le condizioni sociali che possano consentire tale riconoscimento e quali ne siano le implicazioni giuridiche di tt qst…

  6. Capoz says:

    Sere ma riesci a fare un post da meno di 10 righe che mi ci vuole un mese ogni volta?!!??! :-)

  7. Suby says:

    4 Vale: Classico commento di chi è ipocrita e non è in grado di ammetterlo.

    4 Sere:
    “Per natura ogni singolo animale ha delle caratteristiche, delle attitudini e qualita’ che lo distinguono dagli altri(com’è cosi anche per l’uomo tra l’altro!),…e guardando cio’ nell’ottica di un essere umano, è facile capire il motivo per cui una gallina viene mangiata”

    Dici “ogni singolo animale” ma intendi “ogni singola specie”.
    E si, sono daccordo che le razze si distinguano tra loro, ma NON è facile capire il motivo percui una gallina viene mangiata. Questo passo è falso e quindi tutto il conseguente ragionamento è privo di fondamenta.

    In ogni caso io non mangierei un gatto, ma questo non vuole affatto dire che debba volere che nessuno li mangi. Io dico che uno può fare le scelte alimentari anche legandole alla simpatia per alcuni animali, ma non posso concepire che imponga/voglia imporre agli altri la stessa cosa. Ed è quello che ha fatto il legislatore solo perchè la maggior parte delle persone non lo vogliono fare.

    E’ assurdo.

    E’ come dire: la maggior parte degli italiani sono cattolici, obblighiamo anche gli altri ad esserlo.

  8. Sere says:

    4 Suby x: “NON è facile capire il motivo per cui una gallina viene mangiata”
    Ma sei de coccio!!!?ho semplicemente detto che (secondo me) tale scelta avviene sulla base della storia culturale di ogni singolo paese!!quindi non c’è nulla da capire!tutto varia a seconda della storia del popolo..usi e costumi ecc..e aggiungerei anche, che la scelta varia a seconda della predisposizione del territorio all’allevamento di un certo tipo di animali che cambia a seconda di fattori esogeni come clima, pioggia, umidità ecc…
    Se fosse per me le galline verrebbero trattate alla stregua dei cani, ma se applicassimo concretamente il principio “eguali diritti x tt gli animali” finirebbe che anche le mucche, i vitelli i conigli, gli agnelli e altri milioni di animali non finirebbero mai piu’ sulle nostre tavole,…e la nostra “dieta mediterranea” diventerebbe una “dieta vegetariana!!”ed è proprio questo che vogliamo …mi chiedo? se riconoscessimo questo diritto alle galline..lo dovremmo riconoscere a qualsiasi animale…
    Purtroppo per la sua alimentazione l’uomo ha scelto delle categorie di animali (mi riferivo a specie non singolo animale)
    che si differenziano da paese a paese per cio’ che ho già detto e non ho voglia di ripetere

    4 Suby x “In ogni caso io non mangierei un gatto, ma questo non vuole affatto dire che debba volere che nessuno li mangi”
    CHI HA MAI DETTO QUESTO???ho detto semplicemente che le scelte alimentari sono dettate oltre che dalle attitudini insite nell’animale stesso, anche dalla diversa esperienza culturale di ogni singolo paese!!!
    Con questo non intendevo dire cio’ che hai espresso in quella frase!Per me ogni persona dovrebbe essere libera di mangiare cio’ che vuole!a prescindere!
    Il legislatore non ha imposto nulla…semplicemente,.come quasi sempre,..il legislatore ha dettato norme seguendo gli usi e le tradizioni del suo popolo!Cio’ che tu credi che sia imposto dalla legge…in realta’ e’ il popolo che con la consuetudine se lo è imposto da solo,..e il legslatore non ha fatto altro che tramutare in legge tutto questo!
    Le leggi possono essere modificate…ma in questo caso trovo che sia difficile variare le abitudini alimentari di un popolo che risalgono a molti ma molti anni fa..

    ps: 4 lo dai a tua sorella!!!!
    sere

  9. Suby says:

    4 è un numero che inglese si scrive four e si pronuncia come for. Dicendo “4 Sere” intendo “for sere” che vuol dire “per sere”, mica è un insulto!

    Da quello che scrivi qui ne deduco che la pensiamo allo stesso modo. Solo che tu dici che il legislatore si è comportato come doveva, io no. Ha imposto tutto vietando la macellazione di cani.
    Ma che cazzo vuol dire che se è una cosa è uso e costume deve diventare legge, anche se non farlo non reca danno alcuno a nessun individuo della società. Ma che legistlatore di merda abbiamo?

  10. Sere says:

    Ok…a posto..
    Da quello che dici ne deduco che nessuno ti abbia mai parlato di una teoria che nasce dal diritto penale..ma che si applica x tutti i settori del diritto positivo. Si basa sul fatto che l’osservanza della legge, (in particolare quella penale), può contare su fattori di osservanza spontanea determinata dall’accettazione del vincolo della norma..cioè ci sarebbe un interiorizazzione dei valori legali nella personalità (TEORIA DELL’EDUCAZINE COLLETTIVA)
    Cio’ per farti capire..che realmente, la base di una legge, si trova anche e soprattutto nel consenso implicito del popolo ,che si esplica di fatto con la reiterazione di un comportamento (in questo caso la reiterazione di abitudini alimentari che sono diventate cultura stessa del nostro paese)
    Non è detto che cio’ che è uso e costume diventi legge…, ma è assodato che nel momento in cui la maggioranza della volontà popolare è implicitamente favorevole a quella norma per la mancata manifestazione di un opinione contraria,..tale comportamento di fatto..(tale uso)…può diventare legge..
    Non a caso il diritto italiano in quasi tutte le materie…fa rinvio alla fonte:”consuetudini” (anche se ultima a livello gerarchico, ma sempre fonte è)
    Il fatto di dire..”legislatore di merda” beh è lecito,…ma ricorda che tutto parte spesso e soprattutto dal basso…e se non si dimostra un dissenso forte verso qualcosa,…le leggi vengono approvate….anche se ingiuste a volte…
    Ciao

  11. ilary says:

    Non intendo lasciare commenti inerenti i vari post.
    Scrivo, piuttosto, per sensibilizzare i numerosi che lasciano qualche simpatica parola su questo fantastico website: LA PUNTAGGIATURA!!!!!!!!
    Soffro tra puntini di reticenza, virgole messe lì come il mercoledì, punti e virgole inesistenti e virgolettati inutili.
    Vi prego, fate questo favore a voi stessi e a chi legge: ricordatevi di correggere la punteggiatura prima di cliccare “Submit Comment”.
    Grazie,
    smack

  12. al says:

    Propongo di ammazzare una gallina, un cane e un gatto. Quale dei tre vorresti scannare tu?

  13. Suby says:

    Non lo sò Sere.
    Tu mi dici come stanno le cose, ma non mi dai una spiegazione del perchè stanno così.
    Scrivi: “tale comportamento può diventare legge”, hai ragione, ma tra il poterlo diventare e il diventarlo c’è un grosso passo. E poi non mi venire a dire che tutto parte dal basso perchè questo è proprio uno scandalo.
    Sappiamo tutti che ai politici piace vivere in un mondo tutto loro.

    Alberto io ho ammazzato 2 galline in vita mia. Mai un cane, mai un gatto. In ogni caso non mi ciberei di cani o gatti, quindi non li ucciderei, ma non capisco perchè altre persone, che la pensano diversamente da me e te, non lo possano fare.

    Ila: hai ragione. Io un qualche errore ce lo butto sempre. Ma quei virgola seguiti da puntini o viceversa non si possono proprio vedere.

  14. ilary says:

    BRAVO SUBY!!!!
    I will be actually be going on reading your maledetta primavera ;-)

  15. al says:

    Perchè il più forte vince sul più debole, in questo caso la maggioranza, che detiene la posizione dominante preferisce che si mangino i polli rispetto ai cani e ai gatti. Mi sembra abbastanza facile.

  16. Eva says:

    Salvo il gatto e non la gallina. Non c’è niente di razionale. La questione è solo affettiva. Sono ipocrita? Sì, come tutti. Le leggi? Ce ne sono molte ingiuste. O meglio, le leggi sono frutto di storia, cultura, tradizioni. Questo è il risultato, alla faccia della gallina! L’uomo è superiore agli animali? Non penso che sia un’affermazione corretta. Da secoli, l’uomo si sta “progressivamente” allontanando dalla natura e ha pensato di poter definire se stesso e il mondo, regolandone la vita.
    E provate a dire che la punteggiatura è sbagliata…

  17. Suby says:

    L’uomo è un animale. E’ in grado di cacciare e uccidere ogni tipo di animale, questo lo rende superiore. E’ vero che si stà allontanando dalla natura e pensa di poter definire se stesso e il mondo, ma fà questo appunto perchè è superiore. Poi l’allontamento dalla natura a mio avviso genera dei problemi psicologici ma questo è un’altro discorso. Ma solo l’ingegneria genetica ci dice che l’uomo vuole e di fatto regola la vita di altri esseri viventi. Lo fà perchè ne è in grado, a differenza degli altri animali.

    Poi Eva, salvi il gatto e non la gallina. Ma siamo un po’ tutti curiosi… cosa ci fai col gallo?

  18. Eva says:

    La superiorità dell’uomo sull’animale è un concetto di memoria cristiana. Preferirei davvero usare altre parole. Meglio dire, come a volte fai, che l’uomo riesce a dominare gli altri animali, in forme e modi che sono le più diverse (questo è pacifico), anche sul tavolo da pranzo. I problemi dell’uomo, poi, non mi sembrano psicologici, ma, come tu stesso lasci intendere, sono etici. Come, del resto, tutta questa discussione, che altrimenti non avrebbe alcuna necessità di esistere. Se l’uomo adottasse comportamenti “naturali” non dovremmo farci alcuna domanda.

    Quanto al gallo, sai… non ho ancora finito di spennarlo!

  19. says:

    Sulle ingiustizie del rapporto uomo-animali mi trovo fondamentalmente d’accordo con Suby, anche se mi faccio intenerire un po’ più facilmente, dando al mio essere “stronzo” una sfumatura più ipocrita.
    Ritengo naturale che l’uomo sfrutti la propria superiorità per trarre beneficio dalle altre specie, come ritengo però dovuto che l’uomo, dall’alto della sua supremazia, utilizzi anche l’intelletto che ha a disposizione per stabilire il corretto rapporti costi/benefici e per imporre delle “soglie di sopravvivenza” eque, per tutti gli animali.
    Non ritengo ammissibile l’allevamento in batteria com’è concepito ora, come descritto da Suby, mentre estremizzando posso considerare accettabile la vivisezione, scandalo per alcuni, se porta a risultati comprovati nella cura delle malattie dell’uomo.
    Forse però sono un po’ ipocrita in questo, perchè le uova e le cosce di pollo continuo a mangiarmele… ma in fin dei conti non è sicuramente una delle mie priorità etiche risolvere i problemi dei pennuti.
    Quanto a cani e gatti… concordo ancora con Suby. Già a parer mio non hanno senso alcuni ‘usi e costumi’ della società: il cane che dorme sul cuscino di fianco al padrone o che mangia a tavola, i vestitini animaleschi utilizzati per rendere la bestia “più tenera”, le campagne pubblicitarie citate da Suby per evitare che i cani abbandonati si risentano psicologicamente degli abbandoni. Ma quel che è ancora più scandaloso è che appunto la legge condanni il maltrattamento solo di certe specie ignorandone completamente altre, legittimando ed in parte imponendo il fatto che la sopravvivenza e le condizioni di vita delle bestiacce possano essere stabilite sulle basi della simpatia suscitata.

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