Del Mio No a Facebook

La maggior parte dei miei amici ha un account su facebook. Io no.

Il fatto è che la privacy ha un valore importante per me. So che può sembrare ridicolo detto da uno che racconta tutti i suoi cazzi su un blog, ma è così. Il fatto è che mi và bene che la gente, sconosciuta, si faccia i cazzi miei, finchè non sà chi sono io. “Suby” è il mio soprannome, da esso non si può risalire alla mia identità. In ogni caso, volendo, è possibile risalire alla mia identità per il fatto che sono proprietario del dominio maledettaprimavera.com o dalla partita iva che la legge mi obbliga a mettere sulla pagina principale del sito, questo fa si che si possa risalire da Suby alla mia vera identità. Qualcuno interessato a Suby può sapere chi sono davvero.

E’ ben diverso, invece, quando partendo dall’identità di una persona si possono ottenere informazioni personali al riguardo. Esempi:

  1. Se il contenuto di questo sito fosse su facebook, e un’azienda facesse un controllo su facebook prima di assumere la gente, credereste mai che possa venire assunto???
  2. Se qualcuno cercasse una persona, su facebook otterebbe informazioni sul suo stile di vita (ad esempio se è iscritto al gruppo delle luride (storico paninaro milanese) è facile che ogni tanto, nel weekend, ci vada davvero dalle luride)
  3. Se una persona venisse arrestata la polizia potrebbe guardare su facebook, senza bisogno di mandato, l’intera lista delle amicizie, nuovi sospetti da controllare

Facebook colleziona e legalmente detiene informazioni personali di migliaia di utenti, la sua policy sulla privacy può essere cambiata da un momento all’altro, unilaterlmente, da facebook. Informazioni che può legalmente vendere a terze parti. Solo questo per quanto mi riguarda è una motivazione sufficiente per non averci niente a che fare. Ma se vi servono altri motivi per convincervi che è meglio pensare un attimo prima di iscriversi a facebook, leggete l’apposita pagina di wikipedia oppure la pagina relativa all’utilizzo dei social networks nelle investigazioni.

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7 Responses to Del Mio No a Facebook

  1. DrLecter says:

    Lo sai che sottoscrivo in pieno., infatti ho cancellato l’account appena mi sono reso conto del problema.
    Ti sei dimenticato di aggiungere che oltre al problema privacy, Facebook provoca intasamento permanente della mail. Ogni giorno arrivano richieste o merdate di qualunque tipo inviate da amici, o peggio ancora da semi-sconosciuti decerebrati che non hanno un cazzo da fare tutto il giorno.

  2. Zha says:

    D’accordissimo con tutto… da quando ho cancellato il mio account non ho avuto un solo momento di rimpianto. Facebook (come altri social network, d’altro canto) non é altro che uno strumento costruito per le aziende e le autorità per ottenere il maggior numero di informazioni sugli utenti, nascosto dietro alla facciata di community che ti vendono. Esistono da sempre elenchi di mail (o indirizzi fisici, numeri di telefono) profilati a seconda del target (età, sesso, ceto, interessi, etc.) che vengono realizzati e poi rivenduti a caro prezzo per campagne pubblicitarie o altro. Con Facebook le cose si fanno ancora più semplici, considerando che queste informazioni non solo sono più dettagliate, ma fornite dagli utenti stessi, quindi più attendibili.
    Lo stesso succedeva anche prima, con altri mezzi, ad esempio con le tessere dei supermercati: dietro la promessa di qualche gadget/regalo (ottenibile dopo aver totalizzato un gran numero di punti, e comunque spesso dopo un’ulteriore spesa) l’azienda si creava un database con i tuoi acquisti, monitorando i consumi e inserendo i clienti in liste profilate, eventualmente rivendibili a terzi.

  3. al says:

    Ho rinunciato anch’io, facebook è riuscita a portare alla luce una parte di me terribile, lo pseudoguardone. Anche se non lo hai mai fatto ti porta regolarmente a farti i cazzi degli altri, cosa che odio profondamente.

    ciao

  4. indyeuge says:

    Quasi un ‘manifesto’, il tuo, che sottoscrivo. Facebook mi lascia perplesso, nonostante che vari amici cerchino di convincermi ad accreditarmi. Una cosa è il semianonimato (o semiriconoscibilità?) che caratterizza un blog pubblico condotto con certi criteri, un’altra un biglietto da visita preciso affidato al Web.
    Non vedo perché dovrei far sapere al mondo chi conosco e/o chi sono i miei amici in modo così diretto. Lo trovo inquietante.

    Ho solo un dubbio su quanto esprimi sub 3). Vero è, che le forze dell’ordine (come il capoufficio, il magnaccia della puttana che ti spompina nei giorni pari, la fornaia all’angolo) possono accedere alle info su facebook. Ma immagino che la loro producibilità in giudizio sia regolato dalle procedure civili e penali.

    Ciao!

    PS posso riportare il tuo ‘manifesto’ sul mio blog?

  5. sere says:

    Il mio parziale “si”a facebook, è motivato, in un intervento sul mio space, a cui si può accedere tramite il link in questo blog. Questo perchè ho unito un commento su raduno con dei miei compagni delle elementari (avvenuto grazie a questo programma), al mio “si”, parziale, a facebook.
    E’ necessario dire che a volte, solo a volte, facebook, se usato per dei giusti scopi, è veramente un grande aiuto.
    Per tutto il resto, avete completamente ragione.
    PS: credo che comunque siamo sempre controllati, a prescindere da facebook!
    ciao!!

  6. Suby says:

    Euge per il tuo dubbio spero che tu abbia ragione, non conosco le leggi italiane.

    E grazie per avere tirato fuori il problema della licenza del blog! Non ci avevo mai pensato! Ho deciso di adottare una licenza Creative Commons. Si può quindi prendere qualunque cosa abbia scritto e riportarla, anche modificandola, purche si lasci una referenza alla fonte (me) e il contenuto sia ridistribuito con licenza analoga.

  7. inOrbit says:

    Sono pienamente d’accordo con la tua scelta, la privacy è un bene prezioso del quale siamo sempre più deprivati in internet. Rispetto a FaceBook in particolare, mi spingo oltre. Senza voler fare dietrologie, è meglio essere a conoscenza di quali sono le implicazioni dell’accettazione del trattamento dei dati personali.
    Questo articolo del Guardian è molto interessante al riguardo, qui se ne trova una sorta di riduzione in italiano: link. Dunque se non si amano i nazistelli WASP, è bene sapere in che mani transitano i nostri dati e chi si sostiene, pur involontriamente.
    Per il fenomeno del social networking in sé, mi astengo dal giudizo: rientra nella sfera delle valutazioni personali.
    Sicuramente offre (o si presenta) come risorsa per condividere interessi e fare amicizia e conoscenti (comuni) ne fanno un’uso del tutto sano; di fatto conosco persone che sostituiscono servizi come FB all’approccio e alle relazioni umane più dirette.
    Una questione di gradiente, ma una telefonata ad un vecchio amico, uscire ed avvicinarsi agli altri senza bisogno di sovrastrutture tecnologiche, è molto più naturale e autentico.

    Ciao, spero che WP accetti l’html nei commenti o questo mio, sarà un disastro : )
    In gamba.

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